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Barcellona - giorno 2


Si dorme sereni come quando si è stanchi. Al mattino solito litigio di inizio vacanza con promessa di prossima separazione. Poi però sono assorbita dalla preparazione meticolosa della giornata che dobbiamo organizzarci da soli perché Lorenzo è al lavoro (noi invece stiamo godendo di un insperato ponte di Carnevale). L’accordo di massima era di andare al Museu d’Història de la Ciutat ma devo localizzare esattamente il posto e il percorso con le mappe della fedele Lonely Planet.

Siamo a Piazza Università da cui passano tre grandi arterie: la Gran Via, la Ronda de la Universitat e il Carrier de Pelai che dobbiamo percorrere per raggiungere l’inizio della Rambla.

Sulla ormai familiare Rambla mi sento come fossi a casa mia: si cammina leggeri su questa strada che vibra sulla mia lunghezza d’onda e le cose tornano tutte al loro posto. Ricordo una magica eclisse di Luna vista dalla Rambla qualche tempo fa.

Giriamo a sinistra verso la Cattedrale Gotica che è come sempre in riparazione e ci addentriamo nei vicoli medioevali alla ricerca del Museo. Seguo la mappa come per una caccia al tesoro: nemmeno il Navigator mi dà questa soddisfazione.


Il Museo è a Placa del rei e la cosa più interessante è il percorso sotterraneo alla scoperta della Barcino romana: l’ascensore non segnala i piani ma gli anni che vanno a ritroso come in una macchina del tempo.

L’insediamento antico occupava la zona sottostante l’attuale Barrio Gotico, aveva naturalmente un cardo e un decumano che si incrociavano nel forum sotto l’odierna Placa de Sant Jaume.

Dopo una tapa di fronte alla Cattedrale cerchiamo di percorrere l’antico decumano passando per Placa Saint Miguel e Placa Reial fino a riguadagnare la parte finale della Rambla (Rambla di Santa Monica) e il monumento a Colon in vista del mare.

Il mare a Barcellona si vede sempre attraverso il porto, le spiagge sono più su a Barceloneta.

Un po’ di conciliabolo e si opta per la Cattedrale di Santa Maria del Mar che ci incuriosisce da quando abbiamo letto La Cattedrale del Mar


Il quartiere Ribera (ma Lorenzo ci dirà che viene chiamato Born) è molto vivo e forse è un po’ meno turistico del Barrio Gotico. Purtroppo la Cattedrale è inesorabilmente chiusa (e la guida parlava dell’abside più bello di Barcellona!) e possiamo solo immortalare i portatori di pietre raccontati nel romanzo e raffigurati sul portone.


L’idea di tornare con il metro viene abbandonata quando ci accorgiamo che il Born, a cui siamo arrivati con un lungo giro per il mare, è praticamente attaccato al Barrio Gotico da cui è diviso solo dalla Via Laietana. Qui vicino c’è anche il Museo Picasso che avevamo visitato l’ultima volta a Barcellona.

Così ripercorriamo a ritroso la strada per l’Hotel con qualche sosta su provvidenziali panchine (dove ho letto che la civiltà di un popolo si misura dal numero di panchine che esso offre allo stanco viaggiatore?)

In serata abbiamo appuntamento con Lorenzo e si torna di nuovo nella zona mare, sotto le due torri che si vedono sempre nei panorami: l’obiettivo è un bar con maxischermo dove seguire Fiorentina-Aiax trasmessa da una rete romena! La Fiorentina perde, ma la cena (per me carne alla brace) è ottima!

Pubblicato il 19/2/2009 alle 20.28 nella rubrica Diario.

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